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Il corallo

Con saggia tecnica manifatturiera ogni ramo si trasforma in un'opera d'arte pronta da indossare

Creazioni Nocito

Inconfondibile grazie al suo caratteristico colore arancione salmonato, il corallo di Sciacca si plasma sotto le mani degli artigiani locali che, con saggia tecnica manifatturiera, lo lavorano fino a farlo diventare un prezioso gioiello da indossare. Intagliato a mano, infatti, ogni ramo si trasforma in un’opera d’arte pronta ad abbellire sia le donne più raffinate che le giovani ragazze.

Creazioni Nocito

La storia

A ritrovare il corallo di Sciacca fu Bettu Ammareddu, un giovane pescatore che durante una battuta di pesca perse in mare la medaglia ricevuta come pegno d’amore dalla sua amata Tina. Tuffatosi per recuperarla risalì invece con un ramo di corallo in mano.

La notizia si sparse velocemente, così come velocemente i popoli vicini ne fecero razzia estraendone più di 9 mila tonnellate. Basti pensare che il corallo che si lavora ancora oggi è lo stesso pescato tra il 1875 e il 1880.

La curiosità

Si dice che il giacimento di corallo fu scoperto nelle vicinanze dell’Isola Ferdinandea, un’isola di origine vulcanica emersa nel 1831 al largo di Sciacca.

“Una base di 3 miglia di circonferenza ed un’altezza di sessanta metri, con due preminenze, una da levante e una da tramontana, a guisa di due montagne legate insieme; con due laghetti bollenti” (Michele Arena)

L’emersione dell’isola provocò non poche diatribe politiche. Molti furono infatti gli Stati che ne rivendicavano la proprietà così per gli inglesi diventò l’isola di Graham, per il regno delle due Sicilie Isola Corrao e per i francesi Iulia. Ma l’isola, quasi per dispetto, si inabissò solo dopo 5 mesi. A scanso di equivoci, negli anni successivi, i siciliani apposero una targa che recita:

“Questo lembo di terra una volta isola Ferdinandea era e sarà sempre del popolo siciliano”

 

FINE